Le 10 Cose che non sai sul biologico

Le 10 Cose che non sai sul biologico

Bere vino biologico è veramente più sano?  Ma soprattutto, il cibo e il vino bio sono più buoni? Ecco 10 miti che sfatano il mito del biologico come più naturale, genuino e buono.

1-Il Biologico è una questione di burocrazia.

Un prodotto si può definire biologico solo se è certificato tale. In breve, le aziende vengono analizzate da enti preposti e successivamente gli viene data la certificazione. Come avviene questa analisi? Beh, le aziende sono obbligate a presentare tutta la documentazione sugli impianti, gli acquisti di composti atti alla coltivazione, le tecniche utilizzate, le analisi chimiche sui prodotti finiti. Se i risultati di tutto questo rientrano in parametri di normativa prefissati, la certificazione viene rilasciata dall’ente. In tutto questo, non esiste nessun controllo a livello puntuale di terreni e prodotti lungo l’intera lavorazione.

2-Biologico o bio-ecologico?

Dato per assodato che non vi è alcun controllo effettivo sulla produzione, ma solo a livello documentale, molti prodotti possono essere definiti bio solo grazie all’aderenza ai limiti delle normative. Gli agricoltori si interrogano quindi sulla sua effettiva credibilità. E’ più importante poter apporre il marchio BIO sul proprio prodotto per una pura marketing strategy oppure attenersi a pratiche di agricoltura biodinamica, all’attenzione alla produzione e alla materia prima e la trasmissione di pratiche e filosofie che si tramandano di padre in figlio da generazioni.?

3-Big biological marketing

Grazie alla relativa facilità per le grandi multinazionali di attenersi ai protocolli e ai parametri delle normative BIO, gli investimenti nelle produzioni per questi colossi rappresentano niente più che un investimento nel marketing aziendale e nel cosiddetto “green washing” dei prodotti e del marchio. Questa spietata concorrenza rende impossibile al consumator finale riconoscere il vero biologico da una versione artefatta, prodotta, e messa nello scaffale con un packaging in cartone in chiave shabby chic.

4-Qualità e non quantità, per favore

Il punto di forza di un’agricoltura biologica dovrebbe essere, appunto, la qualità intrinseca dell’alimento stesso. Rotazione delle culture, ridotte lavorazioni, attenzione all’utilizzo di prodotti chimici, tutto deve avvenire rispettando l’ecosistema, la salute degli agricoltori e quella dei consumatori.

5-Niente sintesi, solo natura

Tutti i prodotti agricoli hanno un impatto ambientale: non esiste agricoltura che non abbia modificato -in meglio, o in peggio- il territorio di produzione. Nel caso del vino, soprattutto, vi è un rapporto quasi simbiotico fra territorio e vitigno che può durare intere generazioni. E’ impossibile che non si sia mai fatto ricorso a prodotti chimici per favorire le coltivazioni: vedreste sfumare intere generazioni di viti, magari piantate da vostro nonno, per una malattia o un batterio?
L’agricoltura biologica non esclude l’utilizzo di prodotti chimici di origine naturale, come il piretine, lo zolfo, il solfato e l’idrossido di rame, ma una cultura biologica ragionata e consapevole è necessaria per non sovraccaricare il terreno di questi elementi.

6- Biologico non vuol dire “più buono”

Un altro mito da sfatare è che i prodotti biologici siano più buoni degli altri. Nella stragrande maggioranza dei casi, questo è falso. Sopratutto nella viticoltura, tre quarti del lavoro si fa in cantina. Il controllo della fermentazione, l’ossidazione controllata, il filtraggio, la selezione delle uve, sono tutti processi che compongono l’80% del sapore e del profumo di un vino. Perché due aziende vinicole, con dei terreni adiacenti e le stesse tecnologie possono produrre due vini completamente diversi? L’ingrediente fondamentale di un buon vino è l’uomo, è la cantina, sono i suoi segreti e le tecniche che vengono trasmesse dopo generazioni di prove, tentativi, sperimentazioni e fallimenti.

7-Niente OGM

Questo forse è il mito più grande di tutti. Ogni varietà di pianta o di vegetale è un OGM, perché modificato dall’uomo dopo secoli di selezione, ibridazione e perfezionamento. In Italia gli OGM di laboratorio sono permessi a scopo sperimentativo e di ricerca, e non si può coltivare nulla che sia frutto di esso. Ma senza l’ibridazione controllata non avremmo tutte le varietà di uvaggi che abbiamo oggi, le selezioni migliori che i vitigni moderni sono in grado di offrire, e l’aumentata resistenza alle malattie e ai cambiamenti climatici.

8- Il cibo biologico è una moda

Alcune lobby stanno promuovendo a dismisura il cibo “bio”, il quale consumo, secondo loro, starebbe aumentando in maniera esponenziale. Nel Regno Unito solo l’1% del cibo venduto può essere considerato biologico. E nel vino? Negli ultimi anni il trend di produttori italiani è in aumento, ma la domanda italiana rimane stabile. Diverso è il consumatore all’estero, per il quale, forse, questo appellativo ha molto più appeal. Noi italiani siamo abituati a bere vino, è insito nella nostra cultura, perciò naturalmente tendiamo a fidarci dei produttori che spesso sono molto locali e familiari.

9- Non è più salutare

Mangiare cibo biologico non riduce il rischio di cancro. Non esistono studi scientifici che associano il mangiare solo cibo biologico con una prospettiva di vita più lunga. Naturalmente il vino è un piacere che va assunto con moderazione e cultura, ed è stato dimostrato che il resvetratrolo contenuto nei vini rossi è un potente antiossidante, ma ricordate che non è mai stato dimostrato che quello biologico sia migliore per la vostra salute.

10- Chilometro zero o chilometro nero?

Bere vino biologico non fa bene all’ambiente se lo comprate da un produttore dall’altra parte del mondo. Al di là del prezzo, è stato trasportato utilizzando carburante, perciò il suo impatto ambientale è elevatissimo in confronto all’acquisto di vino da piccoli produttori locali, anche se non certificato BIO. Non state salvando l’ambiente comprando vino bio, lo preservate quando lo acquistate da chi vi abita attorno, conosce il territorio e sicuramente vi saprà stupire con la varietà di gusti, profumi e sensazioni che esso vi può dare.

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